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Deltapo

Con votazione del 12 ottobre 2016 la Commissione Ambiente del Senato ha approvato un emendamento (21.0.8) che ha come obbiettivo la creazione di un parco unico del Delta del Po comprendente le aree del perimetro del parco veneto e di quello dell'Emilia Romagna. Sempre nell'art. 1 verrebbero identificate come aree contigue ai sensi dell'articolo 32 della Legge 394/91 tutte le superfici comprese nei siti Natura 2000 e le Zone di protezione speciale a i sensi delle specifiche direttive comunitarie.

L'emendamento dovrebbe iniziare il proprio iter all'aula di Palazzo Madama il 25 ottobre. L'emendamento è compreso all'interno di un  progetto di legge di modifica della legge quadro sui parchi (la 394/91).

L'emendamento se approvato definitivamente dai due rami del parlamento prevede che entro sei mesi dall'approvazione venga adottato un apposito decreto legislativo proposto dal Ministero dei Beni Culturali e dal Ministero dell'Ambiente previo parere vincolante delle regioni Veneto ed Emilia Romagna.

La norma in discussione al Senato è estremamente pericolosa per il territorio del Delta del Po poichè la Regione Veneto non ha ancora approvato in via definitiva i confini del Parco già adottati dall'Ente Parco nel 2012.

La creazione delle aree contigue comprendenti le superfici SIC e ZPS porterà alla creazione di vincoli (misure di disciplina) per le attività della caccia, della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dell'ambiente. In queste aree sarà inoltre disciplinata la caccia e ammessa solo nella forma controllata e riservata ai soli residenti dei comuni nell'area naturale protetta e dell'area contigua.

Sono evidenti le forti contrarietà che Confagricoltura Rovigo pone sul processo decisionale che si sta verificando. E' mancato il completo coinvolgimento dei cittadini e delle imprese del territorio definendo in modo dirigistico un parco che subito poterà vincoli e chissà quando motivo di crescita per il territorio. Un aumento dei divieti, della burocrazia per far regredire il Delta del Po. Discutibile anche la scelta di creare un unico parco tra le due regioni. Un ulteriore struttura che vorrà gestire il territorio a discapito dei Comuni e delle vere necessità imprenditoriali. 

In allegato l'emendamento e la cartografia

 

glifosato

Il Decreto del Ministero della Salute del 16 agosto 2016 ed in vigore dal 22 agosto 2016, vieta l’uso dei prodotti contenenti la sostanza attiva Glyphosate in combinazione con il coformulante ammina di sego polietossilata.

Scarica l’elenco con il nome commerciale dei prodotti revocati

I rivenditori hanno la possibilità di vendere le scorte di questi prodotti entro 3 mesi dall’entrata in vigore del decreto, ovvero dal 22 agosto; mentre gli imprenditori agricoli possono utilizzare le loro scorte per altri 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto.

Per un elenco comprensivo di codice prodotto ed altre informazioni è possibile consultare il seguente link

Il decreto inoltre, recependo il Regolamento UE 1313/2016, vieta l’utilizzo di prodotti contenenti glifosato in pre-raccolta, nelle aree frequentate dalla popolazione o dai gruppi vulnerabili, ed infine specifica alcuni divieti specifici per usi non-agricoli al fine di tutelare la qualità delle acque sotterranee.

Si ricorda che nel sito del Ministero della Salute è presente la Banca Dati nazionale dei prodotti fitosanitari

 In allegato i decreti del Ministero della Salute

 

La posizione di Confagricoltura Rovigo

Glifosato, Confagricoltura: la revoca dell'utilizzo di alcuni prodotti deve consentire lo smaltimento corretto delle scorte

In questi giorni alcuni provvedimenti del Ministero della Salute stanno definendo la nota problematica dell’utilizzo di importanti presidi fitosanitari per l’agricoltura e cioè i prodotti a base di glifosate.
 
In particolare, tra le novità previste, dal 22 agosto è stata revocata l’autorizzazione per i prodotti a base di glifosate contenenti il coformulante “ammina di sego polietossilata”, la cui presenza è ritenuta pericolosa dall’EFSA.
 
I dispositivi del Ministero della Salute, avverte Confagricoltura Rovigo, prevedono comunque tra le norme transitorie la possibilità di commercializzare i prodotti in questione per  altri tre mesi dal 22 agosto e consentono altresì l’impiego da parte degli utilizzatori finali per sei mesi sempre dal 22 agosto.
 
“Le novità di questi giorni – ha dichiarato il direttore di Confagricoltura Rovigo Massimo Chiarelli – non sono condivisibili ed non sono in linea con le indicazioni della Commissione europea che aveva nel mese di giugno prorogato di diciotto mesi l’autorizzazione al commercio di prodotti a base di glifosate. Inoltre l’Italia con decreto del Ministero della Salute ha previsto termini troppo ristretti per la fase transitoria che non consentono un giusto ed ordinato smaltimento delle scorte presenti nei magazzini dei commercianti e delle imprese agricole. Decisioni di questo tipo su prodotti che possono essere utilizzati solo nel periodo primaverile portano a confusione, sconcerto e danno economico per tutti gli operatori del settore agricolo.”
 
“Riconosciamo in ogni caso l’assoluta importanza della salute pubblica, stiamo quindi lavorando come Confagricoltura a livello nazionale – ha proseguito Chiarelli – per considerare la possibilità di differire queste deroghe di almeno otto mesi prevedendo, come hanno fatto anche altri Paesi europei quali Francia e Portogallo, una tempistica più lunga per smaltire le scorte, evitando anche il problema della difficile gestione dei prodotti non più utilizzabili.”

nutria

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla caccia Giuseppe Pan, ha approvato il Piano triennale di eradicazione delle nutrie che dà le indicazioni, da qui al 31 dicembre 2019, agli enti pubblici e ai privati su come contrastare la specie infestante. La Regione Veneto dà così piena attuazione alla legge regionale 15 del 2016 “Misure per il contenimento finalizzato alla eradicazione della nutria”, sintonizzandosi con le più recenti disposizioni nazionali ed europee.
Il piano stabilisce che ad occuparsi del controllo/eradicazione del roditore dovrà essere una rete di soggetti, pubblici e privati, coordinata dalla Regione. Ne fanno parte, in qualità di soggetti pubblici, le Province, la Città metropolitana di Venezia, Comuni, Consorzi di bonifica, enti parco e gestori delle riserve naturale e dei siti di rete Natura 2000. Ma anche i proprietari dei fondi, i cacciatori, le guardie venatorie, le guardie giurate, gli operatori della vigilanza idraulica, possono intervenire – come volontari autorizzati – nel controllo alle nutrie. Le nutrie dovranno essere catturate con gabbie-trappole, oppure potranno essere abbattute direttamente con armi da fuoco dagli agenti della polizia provinciale e locale, dal personale dei parchi e da operatori adeguatamente formati e coordinati dalle Province o dai proprietari dei terreni e dai cacciatori purché muniti dei requisiti previsti per legge. Operatori abilitati, proprietari dei fondi e cacciatori dovranno indossare un apposito giubbotto di riconoscimento ad alta visibilità. Il piano vieta in modo assoluto l’uso di veleni e di metodi non selettivi, che potrebbero colpire altre specie, ma non pone alcun limite al ‘prelievo’ dei capi, visto l’obiettivo ultimo dell’eradicazione della specie in questione.
Il Piano dettaglia inoltre come dovranno essere organizzati i corsi di formazione per gli agenti, le guardia e gli operatori incaricati della caccia, le norme comportamentali di sicurezza, chi dovrà occuparsi dello smaltimento delle carcasse (i Comuni), le modalità di caccia applicabili nei parchi e nelle aree protette (sono consentite le gabbie e trappole ma non le doppiette), i metodi di cattura e di soppressione, con relativi limiti previsti per le aree protette e le zone umide (dove sarà consentito solo l’uso di pallini atossici).

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Ogm, sani e buoni: polenta e altro made in Italy da “godere” al Bo

È più salutare per l’uomo e per l’ambiente un mais biologico, uno convenzionale o un mais geneticamente modificato? Richiede più acqua, energia e pesticidi un mais bio, uno convenzionale o un mais “Bt”? e quale dei tre è più buono? Le risposte, per gli interessati, venerdì prossimo 30 settembre al Bo nell’ambito della Notte dei ricercatori. Nel gazebo realizzato nell’ateneo patavino, a partire dalle 17.30, sarà proposto inoltre un assaggio di polente - preparate anche con mais gm, e accompagnate da speck e formaggio - a quanti vorranno degustare e confrontare di persona la bontà.

L’iniziativa fa parte del progetto degli studenti del corso di laurea in Biotecnologie, con la partecipazione dei docenti e di Ami (Associazione italiana maiscoltori) per rendere evidente con la vista e con il gusto le differenze (anche di godibilità, come si legge nella brochure che sarà distribuita ai partecipanti) tra le coltivazioni di mais bio, mais convenzionale e un tipo geneticamente modificato per resistere ad alcuni insetti denominato mais Bt perché contiene un gene del batterio Bacillus thuringensis che consente di ridurre i pesticidi, l’acqua e l’energia necessari a produrlo. In Italia non è possibile coltivare questo mais, mentre è possibile commercializzarlo per l’alimentazione sia degli animali che dell’uomo. Infatti anche il formaggio e lo speck che si potranno assaggiare nel gazebo al Bo derivano dai vegetali gm contenuti nell’alimentazione del bestiame, come avviene pure per tante altre prelibatezze del made in Italy, dalla carne agli insaccati e latticini che quotidianamente compaiono in tavola.

“Come scienziati e come produttori – affermano i promotori dell’iniziativa – pensiamo che sia arrivato il momento di fare una analisi critica e onesta sui veri rischi e i vantaggi che le moderne biotecnologie offrono per la nostra economia e il benessere del pianeta. Gli Ogm sono sicuri per la salute umana e per l’ambiente: lo affermano, sulla base di dati certi, i ricercatori di tutto il mondo, tra i quali recentemente anche 109 scienziati premi Nobel”.

In allegato il pieghevole redatto dagli studenti dell'Università di Padova che verrà distribuito in occasione della manifestazione

Allegati:
Scarica questo file (pieghevole polenta .pdf)pieghevole polenta .pdf[ ]724 kB

sociale

Confagricoltura e la Onlus Senior – L’età della Saggezza hanno istituito il bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale” che premierà il miglior progetto di agricoltura sociale in Italia.
Riservato a imprenditori agricoli singoli o associati, cooperative sociali che esercitano attività agricola e altre forme di associazione di promozione sociale, il concorso è stato presentato ufficialmente al Meeting di Rimini e prevede l’assegnazione di 50.000 euro al progetto di agricoltura sociale più significativo.
Sono tre le aree in cui si potranno sviluppare i progetti che concorrono al premio: potenziamento e sviluppo di servizi socio educativi e/o socio assistenziali già esistenti; sperimentazione di nuovi servizi educativi o assistenziali, costruzione di reti e partenariati tra i diversi attori territoriali.

Molteplici gli ambiti, che spaziano dall’inserimento di persone con disabilità all’educazione ambientale e alimentare, fino alla salvaguardia della biodiversità attraverso le fattorie sociali.

Le proposte devono distinguersi per il carattere innovativo, per la capacità di rispondere a una criticità ben identificata del territorio, nonché per metodi di valutazione e di comunicazione appropriati. Beneficiari finali possono essere i minori e i giovani in situazione di disagio sociale, gli anziani, i disabili e gli immigrati che godono dello stato di rifugiato e richiedenti asilo.
I progetti possono essere presentati tramite la piattaforma www.coltiviamoagricolturasociale.it a partire dal 24 agosto e fino al 15 ottobre 2016. Entro trenta giorni dalla pubblicazione online, le iniziative potranno essere votate dal pubblico attraverso il web, previa registrazione del votante sulla piattaforma. Le prime trenta più votate passeranno al vaglio di una commissione di esperti per la selezione definitiva. Il progetto vincitore deve avere una durata massima di un anno.
Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Promozione di Confagricoltura Veneto (Tel. 041 987400 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) o visitare il sito web dedicato.

Scarica il bando

terremoto amatrice

A seguito del forte terremoto che il 24 agosto ha colpito il Centro Italia provocando drammatiche conseguenze sulle popolazioni, prontamente Confagricoltura, attraverso la propria Onlus “Senior – L’Età della Saggezza”, si è attivata per aprire un canale di solidarietà al fine di raccogliere ed inviare ogni aiuto che ci verrà richiesto dalle nostre Unioni presenti nelle zone coinvolte per contribuire ad una pronta ricostruzione degli edifici a servizio della collettività.

Pertanto, chiunque volesse contribuire all’invio di aiuti, potrà fare una donazione di sul conto:

ONLUS “Senior – l’Età della Saggezza”

Monte dei Paschi di Siena

IBAN: IT 79 Q 01030 03241 000063126678

Causale: AIUTI PRO TERREMOTATI CENTRO ITALIA 2016

oppure

Conto Corrente Postale intestato a

ONLUS “Senior – l’Età della Saggezza”
n .81743890

Vi ringraziamo fin d’ora per la vostra generosità.

Psr

PSR 2014 - 2020: aperti i bandi per infrastrutture silvopastorali, ripristino terreni danneggiati, energie rinnovabili, misure forestali e cooperazione.
Il 12 agosto verranno pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto i nuovi bandi del Programma di Sviluppo Rurale 2014
- 2020. I beneficiari avranno dai 60 ai 90 giorni di tempo per presentare domanda e accedere ai finanziamenti previsti per un
totale di 30,7 milioni di euro distribuiti su cinque misure:
10 milioni per le “Infrastrutture viarie silvopastorali, ricomposizione e miglioramento fondiario e servizi in rete”,
3 milioni per “Investimenti per il ripristino di terreni e del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali”,
4 milioni per “Creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole”,
12,7 milioni per “Investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti forestali”
1 milione di euro per “Costituzione e gestione dei gruppi operativi PEI in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura”.
Aprono per la prima volta le misure forestali, dedicate soprattutto alle zone di montagna indirizzate a sostenere le spese per la sistemazione di strade, della viabilità e delle infrastrutture di approvvigionamento necessarie per migliorare la competitività delle aziende forestali. Particolare attenzione è stata data anche alle fonti rinnovabili e alla costruzione o ristrutturazione di impianti per la produzione di energia dedicati unicamente alle aziende agricole che desiderano conferire maggiore efficienza alle proprie attività.

Per maggiori informazioni invitiamo le aziende interessate a contattare gli uffici di Confagricoltura Rovigo

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