Notizie

terremoto amatrice

A seguito del forte terremoto che il 24 agosto ha colpito il Centro Italia provocando drammatiche conseguenze sulle popolazioni, prontamente Confagricoltura, attraverso la propria Onlus “Senior – L’Età della Saggezza”, si è attivata per aprire un canale di solidarietà al fine di raccogliere ed inviare ogni aiuto che ci verrà richiesto dalle nostre Unioni presenti nelle zone coinvolte per contribuire ad una pronta ricostruzione degli edifici a servizio della collettività.

Pertanto, chiunque volesse contribuire all’invio di aiuti, potrà fare una donazione di sul conto:

ONLUS “Senior – l’Età della Saggezza”

Monte dei Paschi di Siena

IBAN: IT 79 Q 01030 03241 000063126678

Causale: AIUTI PRO TERREMOTATI CENTRO ITALIA 2016

oppure

Conto Corrente Postale intestato a

ONLUS “Senior – l’Età della Saggezza”
n .81743890

Vi ringraziamo fin d’ora per la vostra generosità.

Psr

PSR 2014 - 2020: aperti i bandi per infrastrutture silvopastorali, ripristino terreni danneggiati, energie rinnovabili, misure forestali e cooperazione.
Il 12 agosto verranno pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto i nuovi bandi del Programma di Sviluppo Rurale 2014
- 2020. I beneficiari avranno dai 60 ai 90 giorni di tempo per presentare domanda e accedere ai finanziamenti previsti per un
totale di 30,7 milioni di euro distribuiti su cinque misure:
10 milioni per le “Infrastrutture viarie silvopastorali, ricomposizione e miglioramento fondiario e servizi in rete”,
3 milioni per “Investimenti per il ripristino di terreni e del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali”,
4 milioni per “Creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole”,
12,7 milioni per “Investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti forestali”
1 milione di euro per “Costituzione e gestione dei gruppi operativi PEI in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura”.
Aprono per la prima volta le misure forestali, dedicate soprattutto alle zone di montagna indirizzate a sostenere le spese per la sistemazione di strade, della viabilità e delle infrastrutture di approvvigionamento necessarie per migliorare la competitività delle aziende forestali. Particolare attenzione è stata data anche alle fonti rinnovabili e alla costruzione o ristrutturazione di impianti per la produzione di energia dedicati unicamente alle aziende agricole che desiderano conferire maggiore efficienza alle proprie attività.

Per maggiori informazioni invitiamo le aziende interessate a contattare gli uffici di Confagricoltura Rovigo

agricoltura di precisione2 web

Martedì 19 Luglio (ore 9,00), importante giornata di dimostrazioni e trasferimento dell’innovazione sull’agricoltura conservativa e di precisione di Veneto Agricoltura, messe a punto grazie a due progetti europei Life.

Agricoltura di precisione e agricoltura conservativa, c’è molto di nuovo!

Lo spiegheranno i tecnici di Veneto Agricoltura, martedì 19 luglio (ore 9,00-16,30) c/o l’Azienda “ValleVecchia” a Caorle-VE, a conclusione di due progetti europei realizzati dell’Agenzia regionale nell’ambito del Programma LIFE+.

Il primo, AGRICARE, ha puntato sull’introduzione di una serie di tecniche innovative nel campo dell’agricoltura di precisione, quella che punta a ridurre al massimo gli input chimici, con l’obiettivo di diminuire anche le emissioni di carbonio.

Il secondo, HELPSOIL, si è concentrato invece sul miglioramento dei suoli e l’adattamento al cambiamento climatico attraverso tecniche di agricoltura conservativa sostenibili.

La giornata a ValleVecchia, splendida area a nord di Caorle, 800 ettari tra agricoltura e natura, offrirà dunque a imprenditori e operatori agricoli un’utile opportunità per conoscere da vicino tecniche e metodologie innovative che potranno essere adottate nelle loro aziende. Sono previste infatti dimostrazioni in campo con vari macchinari innovativi, a partire dai decompattatori, per dimostrare la loro efficacia nell’ambito dell’agricoltura conservativa e di precisione.

I tecnici di Veneto Agricoltura presenteranno, inoltre, come detto, i risultati finali dei due progetti LIFE+ e proporranno una visita ai campi sperimentali e alle esperienze del protocollo "Azienda aperta, protocolli aperti", attuato da Veneto Agricoltura nella sua azienda "Vallevecchia".

glifosato

Il Decreto del Ministero della Salute del 16 agosto 2016 ed in vigore dal 22 agosto 2016, vieta l’uso dei prodotti contenenti la sostanza attiva Glyphosate in combinazione con il coformulante ammina di sego polietossilata.

Scarica l’elenco con il nome commerciale dei prodotti revocati

I rivenditori hanno la possibilità di vendere le scorte di questi prodotti entro 3 mesi dall’entrata in vigore del decreto, ovvero dal 22 agosto; mentre gli imprenditori agricoli possono utilizzare le loro scorte per altri 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto.

Per un elenco comprensivo di codice prodotto ed altre informazioni è possibile consultare il seguente link

Il decreto inoltre, recependo il Regolamento UE 1313/2016, vieta l’utilizzo di prodotti contenenti glifosato in pre-raccolta, nelle aree frequentate dalla popolazione o dai gruppi vulnerabili, ed infine specifica alcuni divieti specifici per usi non-agricoli al fine di tutelare la qualità delle acque sotterranee.

Si ricorda che nel sito del Ministero della Salute è presente la Banca Dati nazionale dei prodotti fitosanitari

 In allegato i decreti del Ministero della Salute

 

La posizione di Confagricoltura Rovigo

Glifosato, Confagricoltura: la revoca dell'utilizzo di alcuni prodotti deve consentire lo smaltimento corretto delle scorte

In questi giorni alcuni provvedimenti del Ministero della Salute stanno definendo la nota problematica dell’utilizzo di importanti presidi fitosanitari per l’agricoltura e cioè i prodotti a base di glifosate.
 
In particolare, tra le novità previste, dal 22 agosto è stata revocata l’autorizzazione per i prodotti a base di glifosate contenenti il coformulante “ammina di sego polietossilata”, la cui presenza è ritenuta pericolosa dall’EFSA.
 
I dispositivi del Ministero della Salute, avverte Confagricoltura Rovigo, prevedono comunque tra le norme transitorie la possibilità di commercializzare i prodotti in questione per  altri tre mesi dal 22 agosto e consentono altresì l’impiego da parte degli utilizzatori finali per sei mesi sempre dal 22 agosto.
 
“Le novità di questi giorni – ha dichiarato il direttore di Confagricoltura Rovigo Massimo Chiarelli – non sono condivisibili ed non sono in linea con le indicazioni della Commissione europea che aveva nel mese di giugno prorogato di diciotto mesi l’autorizzazione al commercio di prodotti a base di glifosate. Inoltre l’Italia con decreto del Ministero della Salute ha previsto termini troppo ristretti per la fase transitoria che non consentono un giusto ed ordinato smaltimento delle scorte presenti nei magazzini dei commercianti e delle imprese agricole. Decisioni di questo tipo su prodotti che possono essere utilizzati solo nel periodo primaverile portano a confusione, sconcerto e danno economico per tutti gli operatori del settore agricolo.”
 
“Riconosciamo in ogni caso l’assoluta importanza della salute pubblica, stiamo quindi lavorando come Confagricoltura a livello nazionale – ha proseguito Chiarelli – per considerare la possibilità di differire queste deroghe di almeno otto mesi prevedendo, come hanno fatto anche altri Paesi europei quali Francia e Portogallo, una tempistica più lunga per smaltire le scorte, evitando anche il problema della difficile gestione dei prodotti non più utilizzabili.”

nutria

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla caccia Giuseppe Pan, ha approvato il Piano triennale di eradicazione delle nutrie che dà le indicazioni, da qui al 31 dicembre 2019, agli enti pubblici e ai privati su come contrastare la specie infestante. La Regione Veneto dà così piena attuazione alla legge regionale 15 del 2016 “Misure per il contenimento finalizzato alla eradicazione della nutria”, sintonizzandosi con le più recenti disposizioni nazionali ed europee.
Il piano stabilisce che ad occuparsi del controllo/eradicazione del roditore dovrà essere una rete di soggetti, pubblici e privati, coordinata dalla Regione. Ne fanno parte, in qualità di soggetti pubblici, le Province, la Città metropolitana di Venezia, Comuni, Consorzi di bonifica, enti parco e gestori delle riserve naturale e dei siti di rete Natura 2000. Ma anche i proprietari dei fondi, i cacciatori, le guardie venatorie, le guardie giurate, gli operatori della vigilanza idraulica, possono intervenire – come volontari autorizzati – nel controllo alle nutrie. Le nutrie dovranno essere catturate con gabbie-trappole, oppure potranno essere abbattute direttamente con armi da fuoco dagli agenti della polizia provinciale e locale, dal personale dei parchi e da operatori adeguatamente formati e coordinati dalle Province o dai proprietari dei terreni e dai cacciatori purché muniti dei requisiti previsti per legge. Operatori abilitati, proprietari dei fondi e cacciatori dovranno indossare un apposito giubbotto di riconoscimento ad alta visibilità. Il piano vieta in modo assoluto l’uso di veleni e di metodi non selettivi, che potrebbero colpire altre specie, ma non pone alcun limite al ‘prelievo’ dei capi, visto l’obiettivo ultimo dell’eradicazione della specie in questione.
Il Piano dettaglia inoltre come dovranno essere organizzati i corsi di formazione per gli agenti, le guardia e gli operatori incaricati della caccia, le norme comportamentali di sicurezza, chi dovrà occuparsi dello smaltimento delle carcasse (i Comuni), le modalità di caccia applicabili nei parchi e nelle aree protette (sono consentite le gabbie e trappole ma non le doppiette), i metodi di cattura e di soppressione, con relativi limiti previsti per le aree protette e le zone umide (dove sarà consentito solo l’uso di pallini atossici).

sociale

Confagricoltura e la Onlus Senior – L’età della Saggezza hanno istituito il bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale” che premierà il miglior progetto di agricoltura sociale in Italia.
Riservato a imprenditori agricoli singoli o associati, cooperative sociali che esercitano attività agricola e altre forme di associazione di promozione sociale, il concorso è stato presentato ufficialmente al Meeting di Rimini e prevede l’assegnazione di 50.000 euro al progetto di agricoltura sociale più significativo.
Sono tre le aree in cui si potranno sviluppare i progetti che concorrono al premio: potenziamento e sviluppo di servizi socio educativi e/o socio assistenziali già esistenti; sperimentazione di nuovi servizi educativi o assistenziali, costruzione di reti e partenariati tra i diversi attori territoriali.

Molteplici gli ambiti, che spaziano dall’inserimento di persone con disabilità all’educazione ambientale e alimentare, fino alla salvaguardia della biodiversità attraverso le fattorie sociali.

Le proposte devono distinguersi per il carattere innovativo, per la capacità di rispondere a una criticità ben identificata del territorio, nonché per metodi di valutazione e di comunicazione appropriati. Beneficiari finali possono essere i minori e i giovani in situazione di disagio sociale, gli anziani, i disabili e gli immigrati che godono dello stato di rifugiato e richiedenti asilo.
I progetti possono essere presentati tramite la piattaforma www.coltiviamoagricolturasociale.it a partire dal 24 agosto e fino al 15 ottobre 2016. Entro trenta giorni dalla pubblicazione online, le iniziative potranno essere votate dal pubblico attraverso il web, previa registrazione del votante sulla piattaforma. Le prime trenta più votate passeranno al vaglio di una commissione di esperti per la selezione definitiva. Il progetto vincitore deve avere una durata massima di un anno.
Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Promozione di Confagricoltura Veneto (Tel. 041 987400 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) o visitare il sito web dedicato.

Scarica il bando

trebbiatrice 

Il presidente di Confagricoltura Casalini chiede l'apertura urgente di un tavolo di crisi e annuncia azioni di tutela nelle borse merci.

Con circa 35.000 ettari tra frumento tenero e duro la provincia di Rovigo rappresenta un terzo delle superfici coltivate a cerali a paglia di tutto il Veneto. Le coltivazioni di questi cereali concorrono all'immissione sul mercato nazionale di più di due milioni di quintali di frumento. Si tratta di una realtà che genera solo per la nostra provincia più di ottanta milioni di indotto tra produzione e attività ad esso collegate.

La quotazione dei mercati italiani del grano tenero e duro con prezzi inferiori del 40 percento rispetto agli anni precedenti sta mettendo circa cinquemila aziende agricole locali sul lastrico. Dai 21,5 euro del 2014 si è passati a quotazioni intorno ai 14 euro al quintale. I costi di produzione valutati sui 1300 euro per ettaro non vengono coperti e le aziende si ritrovano conteggiare perdite intorno ai 300 euro per ettaro. Sono quindi più di 10 milioni di euro le perdite che gli agricoltori polesani stanno registrando in questo 2016.

"Di questo passo - afferma il presidente di Confagricoltura Rovigo Stefano Casalini - moltissime aziende della provincia a fine anno dovranno chiudere i battenti nonostante tutte le proclamate attenzioni al Made in Italy; non ci si rende conto che il mercato è globale e nessuno può vietare alle imprese molitorie di acquistare il prodotto in tutto il mondo soprattutto dove costa meno, dobbiamo tutelare la aziende italiane da questa situazione mettendo in atto politiche adeguate sia a livello comunitario che nazionale magari attraverso un sistema di copertura del reddito simile a quello americano. Assistiamo al fallimento di un modello, al quale abbiamo sempre guardato con scetticismo. Anche le borse merci hanno le loro responsabilità: troppe volte - continua Casalini - sono oggetto di accordi tra trasformatori e essiccatori lasciando che la presenza dei produttori sia di mera comparsa. Qual è il ruolo dei Consorzi Agrari, oggi riuniti in rete, difronte a queste crisi di mercato? Riescono veramente a dare delle risposte positive di gestione dei mercati svolgendo appieno il loro ruolo cooperativistico?

Il Veneto con 20.000 aziende e più di 90.000 ettari rappresenta la seconda regione italiana nella produzione di frumento tenero e duro, eppure ad oggi nulla e nessuno si è interessato compiutamente del problema. Le manifestazioni a Roma di qualche giorno fa hanno portato unicamente a prevedere otto milioni di euro per il premio accoppiato del frumento duro coltivato nel sud Italia nei prossimi tre anni. E il frumento tenero? Siamo stanchi di questa politica che appare solo dove non ci sono i problemi. Invito i politici veneti a venire nelle nostre campagne polesane a cercare di capire che qui si pratica la vera agricoltura, quella fatta di fatica, di gestione del terreno e dell'acqua, dove non si parla di marketing ma dove si produce qualcosa di cui l'uomo non può fare a meno: il grano per il pane. Ci aspettiamo - conclude Casalini - una speciale attenzione attraverso la convocazione di una unità di crisi specifica e veneta per aiutare la filiera anche indirizzando alle aziende cerealicole le risorse specifiche del PSR.

Una delegazione di agricoltori di Confagricoltura Rovigo guidata dal Presidente Casalini sarà presente domani (giovedì 28 luglio) in Borsa Merci a Bologna con altri colleghi emiliani, per manifestare lo stato di forte preoccupazione e per tutelare i diritti dell’agricoltura polesana.

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