11/09/2026

Il CREA – Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia- ha presentato il Rapporto 2025 sul commercio con l'estero dei prodotti agroalimentari, con un'anticipazione dei dati relativi ai primi cinque mesi del 2026. Il quadro che emerge è positivo per il sistema agroalimentare italiano, e conferma il ruolo di primo piano del Veneto tra le regioni trainanti dell'export nazionale.

Il quadro nazionale 2025 - Nel 2025 l'interscambio agroalimentare italiano raggiunge nuovi livelli record: le esportazioni superano i 72 miliardi di euro (+5,6% sul 2024), mentre le importazioni salgono a 72,45 miliardi (+10,1%, in parte per l'aumento dei prezzi internazionali di alcune materie prime). Il settore rappresenta ormai l'11,2% delle esportazioni e il 12,2% delle importazioni complessive del Paese. Le produzioni tipiche del Made in Italy pesano per 52,2 miliardi di euro, pari al 72,5% dell'export agroalimentare, con una crescita del 3,7%; tra i prodotti più dinamici figurano i dolciari a base di cacao (+21,4%), il caffè torrefatto (+23,6%), i formaggi (+13,4%) e la frutta fresca (+14,6%).

Il dato veneto - Il Veneto si conferma la terza regione italiana per export agroalimentare, con 10,55 miliardi di euro nel 2025 (14,6% del totale nazionale) e una crescita del 5,5% sul 2024. Il risultato più significativo riguarda il comparto delle bevande, dove il Veneto è la prima regione d'Italia, con 3,44 miliardi di euro esportati e il 28,6% dell'intero export nazionale del settore, trainato in particolare dal vino e dagli spumanti DOP. Bene anche l'industria alimentare, che vale 5,91 miliardi di euro (+8,5%). Tra i prodotti più esportati figurano gli spumanti DOP, la biscotteria e pasticceria, la pasta farcita e i vini bianchi DOP confezionati; i primi mercati di sbocco sono Germania, Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Austria.
Sul fronte delle importazioni, il Veneto è la seconda regione italiana con 10,95 miliardi di euro (15,1% del totale nazionale, +12,5%), determinando per la regione un lieve disavanzo della bilancia commerciale agroalimentare (-397,5 milioni di euro). A livello nazionale, la crescita dell'export 2025 risulta comunque generalizzata a livello territoriale, con incrementi in quasi tutte le regioni – fanno eccezione solo Toscana (-7,2%) e Campania (sostanzialmente stabile).

I mercati di sbocco - L'Unione Europea resta il principale partner commerciale, con il 59,5% delle esportazioni agroalimentari italiane e una crescita delle vendite dell'8,1% (in particolare verso Spagna, Paesi Bassi, Polonia e Romania). Diversa la dinamica verso gli Stati Uniti, dove l'aumento dei dazi nella seconda parte del 2025 ha determinato un calo dell'export del 4,2%, a 7,55 miliardi di euro – un valore comunque superiore a quello del 2023. Il Rapporto dedica inoltre un approfondimento agli scambi con l'area Mercosur (import per quasi 3,7 miliardi di euro, export per circa 500 milioni).I dati provvisori dei primi cinque mesi del 2026 mostrano una tenuta dell'export agroalimentare italiano (-0,4% sul pari periodo 2025) a fronte di un calo più marcato dell'import (-4,3%), con andamenti ancora differenziati tra i diversi comparti.

Export agroalimentare del Veneto per comparto (2025)

Comparto

Export 2025 (mln €)

Quota su Italia

Var. % 25/24

Settore primario

1.165,4

11,5%

+3,1%

Industria alimentare

5.912,1

11,9%

+8,5%

Bevande

3.437,3

28,6%

+0,5%

Totale agroalimentare

10.550,9

14,6%

+5,5%

Fonte: elaborazioni CREA su dati ISTAT.

Il Rapporto integrale è consultabile al seguente link: Rapporto CREA – Commercio con l'estero dei prodotti agroalimentari