11/09/2026

Nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 7 agosto 2026 è stato pubblicato il decreto legge 7 agosto 2026, n. 143 che introduce disposizioni urgenti in materia di obbligo di compostabilità per determinate tipologie di imballaggi. La norma riguarda in particolare gli imballaggi in plastica monouso utilizzati per il confezionamento di prodotti ortofrutticoli freschi in formati di peso inferiore a 1,5 kg.

A far data dall'8 agosto 2026, queste tipologie di imballaggio, se immesse sul mercato nazionale, devono rispondere ai requisiti di biodegradabilità e compostabilità previsti dalla norma tecnica UNI EN 13432, oppure a standard di compostabilità equivalenti riconosciuti a livello europeo.

L'introduzione dell'obbligo nazionale si è resa necessaria per consentire all'Italia di avvalersi della deroga prevista dall'articolo 9, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR). Questa deroga permette di continuare a utilizzare imballaggi compostabili anche dopo il 1° gennaio 2030, in deroga all'obbligo generalizzato di riciclabilità stabilito dall'articolo 6, paragrafo 1, dello stesso regolamento.

Alla deroga possono accedere solo gli Stati membri che, per determinate tipologie di imballaggio, hanno introdotto l'obbligo di compostabilità entro il 12 agosto 2026: da qui il carattere d'urgenza del decreto, che ha permesso all'Italia di rientrare nei termini.

Un punto operativo rilevante: pur essendo l'obbligo di compostabilità già in vigore, il decreto-legge stabilisce che le sanzioni per la sua inosservanza si applicheranno solo a partire dal 1° gennaio 2030. Le aziende hanno quindi un periodo di adeguamento prima che scattino conseguenze sanzionatorie, pur dovendo tendere fin da subito alla conformità.

In coerenza con quanto previsto dall'articolo 25, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2025/40, questo meccanismo dovrebbe consentire all'Italia di continuare a utilizzare imballaggi in plastica monouso, purché compostabili, per il confezionamento di prodotti ortofrutticoli freschi in formato inferiore a 1,5 kg anche dopo il 1° gennaio 2030.

Il tema è stato discusso anche nell'ultimo Consiglio di amministrazione dell'Organismo Interprofessionale Ortofrutta Italia. I rappresentanti della filiera, per evitare possibili equivoci interpretativi futuri, hanno condiviso l'opportunità di presentare in fase di conversione del decreto un emendamento volto a "blindare" il testo, introducendo una norma di salvaguardia che faccia comunque salve le ulteriori esenzioni già ammesse dal regolamento PPWR per il settore ortofrutticolo. Una volta condivisa la proposta con la filiera, Confagricoltura la sosterrà in sede di conversione parlamentare del decreto.