23/01/2026
Prima delle festività natalizie è circolato lo schema di decreto legge “bollette” con una disposizione che desta notevole preoccupazione per il settore delle biomasse e del biogas. Nella sostanza viene prevista la riduzione progressiva dei prezzi minimi garantiti (PMG) per la generazione elettrica a biogas, biomasse e bioliquidi, a partire dal 2026, fino a un azzeramento dal 1° gennaio 2031, con l’obiettivo di diminuire l’impatto sulla componente ASOS delle bollette.
Il decalage per il meccanismo dei PMG che verrebbe introdotto con il nuovo schema di DL, a fronte del quale le imprese hanno avviato interventi sia di carattere tecnico (adeguamento motori, sistemi di gestione ed utilizzazione del digestato, ecc. grazie anche agli specifici interventi previsti dal PNRR, ec..) che amministrativo per adeguarsi alle stringenti norme in materia di sostenibilità dei biocombustibili, se confermato, andrebbe a cancellare tutto il faticoso lavoro, anche da parte delle stesse amministrazioni pubbliche centrali, dirette a delineare uno strumento a tutela delle filiere agroenergetiche, preservando una importante produzione di energia elettrica rinnovabile e programmabile.
Per tali motivi Confagricoltura è intervenuta tempestivamente sulle Amministrazioni competenti, segnalando il forte rischio di chiusura degli impianti coinvolti.
La richiesta prioritaria è quella di ritirare la norma relativamente al settore del biogas e delle biomasse legnose. Gli impianti sviluppatisi negli ultimi 15 anni nell’ambito del settore primario, sono un elemento cruciale per la sostenibilità e la resilienza delle imprese agricole e forestali italiane e sono il motore dell’economia circolare in ambito agricolo.
Si tratta di filiere di approvvigionamento locale, che hanno assunto un valore strategico per l’economia locale, per la gestione sostenibile dei residui agricoli e forestali e per il rispetto alle normative ambientali in materia di tutela della qualità delle acque, del suolo e dell’aria.
