05/06/2026

In riferimento alle recenti decisioni dell'UE in materia di fertilizzanti, avevamo dato conto della sospensione per dodici mesi dei dazi doganali su urea e ammoniaca approvata dal Consiglio UE il 22 maggio 2026.
Il quadro più ampio in cui si inserisce tale misura è il Piano d'Azione sui fertilizzanti pubblicato dalla Commissione europea il 19 maggio con la Comunicazione COM(2026)310, che affronta una vulnerabilità strutturale ben nota al settore: l'Europa dipende fortemente dall'estero per gas naturale, ammoniaca, fosfati e potassio. Quando i prezzi energetici salgono, i costi ricadono sulle imprese agricole con effetti a cascata su produttività, fertilità dei suoli e sicurezza alimentare.

I tre pilastri del Piano
Il primo obiettivo è aumentare nel breve termine la disponibilità e l'accessibilità economica dei fertilizzanti. Sul fronte immediato, la Commissione intende mobilitare la riserva agricola della PAC per sostenere gli agricoltori più colpiti, garantire liquidità attraverso anticipi sui pagamenti PAC e consentire agli Stati membri di concedere aiuti di Stato alle imprese agricole e industriali colpite dal rincaro dell'energia — sulla base di un quadro temporaneo già adottato il 29 aprile 2026. Tra le azioni già realizzate figura anche la proposta del 20 febbraio 2026 di sospendere per un anno i dazi su ammoniaca, urea e altri prodotti azotati (esclusi Russia e Bielorussia), cui si aggiunge la riduzione del ricarico CBAM all'1% per il settore fertilizzanti.
Il secondo pilastro riguarda l'autonomia strategica europea. L'obiettivo è ridurre strutturalmente la dipendenza dalle importazioni, agendo su più fronti: sostegno alla produzione interna, diversificazione degli approvvigionamenti tramite le strategie Global Gateway e Team Europe, e transizione verso fertilizzanti decarbonizzati e circolari. La Commissione sta anche valutando la creazione di scorte strategiche europee di fertilizzanti e materie prime, con eventuali riserve stagionali e strumenti di stabilizzazione dei prezzi.
Il terzo pilastro è la trasparenza e il dialogo lungo tutta la filiera. A questo scopo sarà lanciata, nel terzo trimestre 2026, una partnership europea della catena del valore dei fertilizzanti, che riunirà produttori, agricoltori e Stati membri in una piattaforma di confronto permanente. Parallelamente, verrà rafforzato il Fertilisers Market Observatory con una raccolta sistematica di dati su prezzi, scorte, capacità produttive e concorrenza.

La svolta verde: bio-based, digestati e carbon farming
Una parte centrale del Piano guarda al futuro della fertilizzazione agricola. La Commissione intende promuovere fertilizzanti bio-based, organici e a basse emissioni di carbonio, sostenendo il recupero di nutrienti da rifiuti organici, digestati, fanghi, biomasse e sottoprodotti agricoli. Tra le misure in cantiere: la definizione normativa dei fertilizzanti bio-based, l'introduzione di requisiti minimi di contenuto low-carbon, sistemi di etichettatura e la creazione di lead markets per favorirne la diffusione industriale.
Particolare attenzione è riservata al digestato. La Commissione aprirà una regulatory sandbox — uno spazio di sperimentazione normativa — per testare sul campo l'utilizzo più esteso di questi prodotti, senza dover attendere una revisione completa della legislazione europea. È inoltre prevista l'estensione alle stesse condizioni del regime RENURE (azoto recuperato dal letame) ai digestati che rispettano determinati criteri ambientali, con una revisione della Direttiva Nitrati già annunciata per il quarto trimestre 2026.
Il Piano dedica spazio anche al carbon farming: la Commissione intende certificare le pratiche che consentono il risparmio di fertilizzanti e avviare iniziative per compensare gli agricoltori che le adottano.

Biogas e biometano come leva strategica
Il Piano identifica nel biogas e nel biometano strumenti fondamentali per ridurre la dipendenza energetica, produrre nutrienti riciclati e generare nuove fonti di reddito per le aree rurali. Gli Stati membri sono invitati a utilizzare o riprogrammare i fondi di coesione e del PNRR per sostenere l'ammodernamento degli impianti, accelerare le procedure autorizzative e sviluppare la filiera del digestato e dei mangimi. La cornice di riferimento è la strategia Accelerate EU.

Innovazione, ricerca e strumenti finanziari
Per sostenere la decarbonizzazione industriale del settore, la Commissione prevede di attivare un ampio ventaglio di strumenti finanziari europei: Innovation Fund, Hydrogen Bank, Industrial Decarbonisation Bank, programmi di ricerca e innovazione, e il Fondo Europeo di Competitività attualmente in discussione al Parlamento e al Consiglio. Sul versante normativo, sono previste revisioni della Waste Framework Directive, del Fertilising Products Regulation e della normativa sui sottoprodotti animali, per facilitare l'economia circolare dei nutrienti. È anche annunciata la revisione dei limiti di cadmio nei fertilizzanti fosfatici.

Cosa cambia concretamente per gli agricoltori
Dal lato pratico, il Piano insiste sulla necessità di ridurre i costi attraverso una migliore gestione dei nutrienti: precision farming, strumenti digitali, droni, dati satellitari, rotazione delle colture, agricoltura biologica e colture azotofissatrici. Gli Stati membri sono chiamati a rafforzare i servizi di consulenza agricola e a sviluppare programmi nazionali di gestione sostenibile dei nutrienti. A partire dal 2028, il supporto si estenderà ai nuovi piani strategici nazionali e regionali della PAC.

Un piano atteso, ora da attuare
La Commissione ha risposto, dopo anni di sollecitazioni del mondo agricolo, con un documento che affronta il tema fertilizzanti nella sua complessità: sicurezza alimentare, competitività, transizione energetica, autonomia strategica e sostenibilità ambientale. Confagricoltura valuta positivamente l'impostazione complessiva, sottolineando come l'aumento dei prezzi dei fertilizzanti non sia una questione congiunturale ma strutturale, con effetti diretti sulla fertilità dei suoli e sulla capacità produttiva del settore. L'attuazione concreta delle misure, secondo il calendario che si estende fino al 2028, sarà il vero banco di prova dell'ambizione europea.