29/05/2026
La decisione del Consiglio UE del 22 maggio 2026
Il Consiglio dell'Unione Europea, riunito il 22 maggio 2026 a Bruxelles, ha approvato la sospensione per dodici mesi dei dazi doganali sui principali fertilizzanti azotati — in primo luogo urea e ammoniaca — utilizzati nella produzione agricola comunitaria. La misura entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'UE e sarà valida per un anno, con la Commissione europea chiamata a monitorare l'andamento del mercato e a valutarne eventuale proroga o modifica.
Il risparmio stimato dalla Commissione ammonta a 60 milioni di euro, ottenuto attraverso l'azzeramento di aliquote ordinarie che oscillavano tra il 5,5% e il 6,5%. La sospensione si applica secondo il regime della nazione più favorita (NPF), ma è limitata a un contingente pari ai volumi di importazione del 2024 maggiorati del 20%, così da tutelare anche i produttori europei. In modo esplicito, la misura esclude qualsiasi importazione proveniente da Russia e Bielorussia, in coerenza con le sanzioni adottate a seguito dell'aggressione all'Ucraina.
I numeri del mercato forniscono il contesto: nel 2024 l'UE ha importato 2 milioni di tonnellate di ammoniaca e 5,9 milioni di tonnellate di urea, più ulteriori 6,7 milioni di tonnellate di fertilizzanti a base di azoto e miscele contenenti azoto.
Il Piano d'Azione UE del 19 maggio: intenzioni e limiti
Come avevamo riportato nella newsletter della scorsa settimana, il 19 maggio 2026, il Commissario europeo all'Agricoltura Christophe Hansen aveva presentato al Parlamento Europeo il Piano d'Azione sui Fertilizzanti, con l'obiettivo dichiarato di garantire sicurezza alimentare e autonomia strategica. Il piano prevede misure immediate — tra cui contingenti tariffari temporanei già anticipati a febbraio 2026 per ammoniaca e urea — e interventi strutturali di lungo periodo, inclusa la revisione della Direttiva Nitrati e incentivi all'uso dei digestati.
Riguardo al meccanismo CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism, Reg. UE 2023/956), entrato nella fase definitiva il 1° gennaio 2026 e applicabile anche ai fertilizzanti azotati, il Piano ha introdotto un'eccezione temporanea con un ricarico forfettario dell'1% anziché del 10-30% previsto sugli altri settori. Tuttavia, la revisione strutturale del meccanismo è stata rinviata a una valutazione di lungo periodo.
Un punto di partenza, non un traguardo
Confagricoltura ha accolto con favore la sospensione dei dazi, pur convergendo su un giudizio critico sul Piano d'Azione complessivo. Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del Copa-Cogeca, ha ribadito alla presidente von der Leyen che l'agricoltura deve essere considerata una questione di sicurezza nazionale per l'Unione europea, richiamando l'insostenibilità di costi con l'urea a 1.000 euro per tonnellata e il gasolio vicino a 2 euro per litro.
La sospensione dei dazi per dodici mesi è un segnale positivo, risultato di un pressing costante del mondo agricolo — non ultima la flash action organizzata da Confagricoltura a Strasburgo — ma si tratta di un punto di partenza, non di una risposta strutturale.
Il caso fertilizzanti mette in luce una contraddizione profonda dell'Europa: non è possibile perseguire l'autonomia strategica alimentare senza affrontare la dipendenza produttiva del settore agricolo.
