03/07/2026
La filiera avicola italiana chiude il 2025 con risultati record e rafforza il proprio ruolo strategico per l'economia e la sicurezza alimentare del Paese. È quanto emerge dai dati presentati da Unaitalia – l'associazione dei produttori di carni avicole e uova – in occasione dell'Assemblea dei Soci svoltasi a Bologna.
La produzione nazionale di carni avicole è cresciuta dell'1,73% rispetto al 2024, mentre i consumi pro-capite hanno raggiunto il massimo storico di 22,47 kg (+1,91%). Oggi nove italiani su dieci consumano carni avicole, che rappresentano il 44% degli acquisti complessivi di carne delle famiglie. Il settore mantiene inoltre un elevato livello di autosufficienza produttiva, pari al 105,1%, garantendo un contributo significativo alla stabilità degli approvvigionamenti alimentari nazionali.
Segnali positivi arrivano anche dal comparto delle uova, che secondo i dati Ismea registra una crescita del +15% a valore e del +7,4% a volume, con consumi pro-capite saliti a 234 uova (+7,3%).
Una filiera strategica per economia e occupazione, con circa 64 mila addetti e un fatturato di 9,7 miliardi di euro nel 2025 (6,2 miliardi dalle carni avicole e 3,73 miliardi dalle uova), la filiera avicola si conferma tra i comparti più rilevanti dell'agroalimentare italiano. Il modello della filiera integrata, che garantisce elevati standard di controllo, tracciabilità e sicurezza lungo tutte le fasi produttive, ha permesso di ottenere risultati significativi anche sul fronte della sostenibilità: nell'ultimo decennio l'utilizzo di antibiotici negli allevamenti è diminuito del 96%, mentre il 35% della produzione nazionale risponde già a standard di benessere animale superiori ai requisiti minimi di legge.
I risultati arrivano in uno scenario internazionale segnato da forte incertezza: le tensioni in Medio Oriente e le criticità lungo le principali rotte commerciali alimentano volatilità nei mercati dell'energia, dei fertilizzanti e delle materie prime agricole, con ricadute dirette sui costi di produzione delle filiere zootecniche. A ciò si aggiungono le sfide legate alla politica commerciale europea e alla necessità di garantire condizioni di concorrenza eque per le imprese del settore.
"Accogliamo con favore il cambio di approccio dell'Europa, che appare oggi più pragmatico e attento alla competitività delle imprese", ha dichiarato il Presidente di Unaitalia, Antonio Forlini, sottolineando la necessità di "rafforzare la resilienza delle filiere e le fonti di approvvigionamento di materie prime strategiche" e di far procedere l'apertura a nuovi mercati "nel rispetto del principio di reciprocità", evitando di chiedere ai produttori europei standard sempre più elevati senza pretendere analoghe garanzie da chi esporta verso l'Unione.
Secondo le stime OCSE/FAO, oltre la metà della crescita dei consumi mondiali di carne prevista entro il 2030 sarà assorbita dalle produzioni avicole, a conferma dell'importanza crescente del comparto nei sistemi alimentari globali.
Confagricoltura Veneto segue con attenzione l'andamento del comparto avicolo, particolarmente rilevante anche per le imprese associate della nostra regione, e rimane a disposizione per ogni approfondimento in materia di mercati zootecnici e politiche di settore.
