05/06/2026

Le proposte dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI), elaborate in collaborazione con le principali confederazioni agricole e ordini professionali, mirano a riformare il Decreto Legislativo n. 102/2004 per rispondere alle sfide poste dal cambiamento climatico, che sta rendendo i rischi naturali in agricoltura sempre più frequenti, intensi e sistemici. L'obiettivo centrale è passare da una gestione basata sull'emergenza a un modello solido, efficace e sostenibile che integri prevenzione e risposte finanziarie rapide.

Il Contesto
L'agricoltura italiana è tra le più esposte in Europa agli eventi meteorologici estremi, con perdite medie annue significative causate da siccità, gelo e alluvioni. Il sistema attuale, pur avanzato, mostra criticità: la diffusione di strumenti come assicurazioni e fondi mutualistici resta limitata a causa della natura sistemica dei rischi e di una burocrazia lenta e complessa. ABI rileva che la gestione del rischio non può più gravare solo sul bilancio pubblico o sugli agricoltori, ma richiede un coinvolgimento sinergico del sistema bancario per garantire la stabilità economica delle imprese e l'accesso al credito, anche in ottica di sostenibilità ESG.

Obiettivo 1: Rafforzare la Prevenzione e l'Adattamento (Difesa Attiva)
ABI propone di incentivare gli investimenti in "difesa attiva" (come reti antigrandine, sistemi irrigui efficienti e sensoristica climatica) per mitigare i danni prima che si verifichino, riducendo così il rischio di credito e la volatilità dei redditi.

  • Proposta 1: Garanzia ISMEA per investimenti in difesa attiva. Si suggerisce di semplificare l'accesso delle imprese agricole a garanzie dirette ISMEA per finanziamenti destinati a misure di mitigazione. Questa misura potrebbe essere potenziata attraverso un accordo tra Banca Europea degli Investimenti (BEI), ABI e ISMEA per creare un plafond dedicato a tassi agevolati, supportato da servizi di consulenza professionale per guidare le aziende verso le soluzioni tecnologiche più adatte.

Obiettivo 2: Risposte Finanziarie Immediate dopo le Calamità
Il secondo pilastro riguarda la capacità del sistema di fornire liquidità immediata alle imprese colpite, superando le lungaggini dei processi amministrativi di risarcimento che spesso arrivano quando l'impresa è già in crisi irreversibile.

  • Proposta 2: Efficientamento della delimitazione delle aree e accertamento danni. ABI propone di utilizzare sistemi oggettivi e tecnologici, come il telerilevamento satellitare e modelli parametrici, per certificare l'evento calamitoso in tempi rapidi (entro 15 giorni). La gestione dei dati dovrebbe essere centralizzata presso AGEA o gli Organismi Pagatori Regionali, garantendo trasparenza e interoperabilità con il fascicolo aziendale, eliminando la necessità di perizie lunghe e soggettive per ogni singola azienda.
  • Proposta 3: Ristrutturazione agevolata del debito bancario. In caso di calamità, le imprese situate nelle aree delimitate dovrebbero poter accedere a una garanzia ISMEA semplificata per ristrutturare le proprie esposizioni bancarie, includendo periodi di pre-ammortamento e l'erogazione di nuova liquidità aggiuntiva.
  • Proposta 4: Anticipazione degli indennizzi. Per garantire flussi di cassa immediati, si propone di permettere alle banche di anticipare agli agricoltori danneggiati le somme dovute dai risarcimenti pubblici o assicurativi, con il supporto di una garanzia ISMEA che copra l'operazione a condizioni agevolate.
  • Proposta 5: Trasformazione della garanzia sussidiaria ISMEA. ABI suggerisce di modificare questa garanzia trasformandola in una sorta di copertura "assicurativa" che intervenga direttamente nel pagamento delle rate del finanziamento bancario in caso di evento avverso, stabilizzando l'equilibrio finanziario dell'impresa nell'immediatezza del danno.

Integrazione con il Sistema Creditizio e i Fattori ESG
Le proposte di ABI non mirano solo al ristoro del danno, ma a rendere l'impresa agricola più resiliente e "bancabile". L'adozione di misure di difesa attiva e di una gestione professionale del rischio viene vista come un fattore premiale nel merito creditizio (rating), in linea con le aspettative delle autorità di vigilanza europee sui rischi climatici. Un sistema di gestione del rischio più efficiente ridurrebbe, nel medio-lungo periodo, la spesa pubblica per interventi ex post, liberando risorse per la formazione e l'innovazione tecnologica nel settore.