23/01/2026

È stato pubblicato il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 6 novembre 2025, che recepisce la direttiva UE 2025/1237 e aggiorna lo status di protezione del lupo (Canis lupus) nell’ordinamento italiano.

Il provvedimento sposta il lupo dalle specie a protezione rigorosa a quelle soggette a misure di gestione, ma non significa “libera caccia” né autorizza automaticamente abbattimenti; la specie resta protetta a livello europeo.

Le “misure di gestione” consentono alle autorità competenti di valutare interventi mirati solo in presenza di problemi concreti, come predazioni ripetute sul bestiame o rischi per la sicurezza. Questi interventi possono includere catture selettive, abbattimenti controllati o misure preventive, sempre giustificati, proporzionati e autorizzati caso per caso.

Va detto che il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha predisposto anche lo schema di decreto recante “Definizione del tasso massimo di prelievi tale da non pregiudicare il mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente della specie Canis lupus, al quale fare riferimento ai fini delle autorizzazioni di cui agli articoli 14 e 16 della Direttiva 92/43/CEE” su cui dovrà fornire il parere la Conferenza Stato Regioni.

Lo schema di decreto prevede un solo articolo con allegata la ripartizione dei prelievi nelle diverse Regioni e province autonome, sulla base della proposta di ISPRA di applicazione di tassi di prelievo cautelativi compresi tra il 3 e il 5% della dimensione della popolazione, facendo riferimento all’unica stima della consistenza della specie disponibile su scala nazionale, ottenuta dall’indagine 2020-2021 (circa 3.300 lupi), con la conseguente possibilità di un prelievo massimo di n. 160 soggetti complessivi.  L’impostazione del decreto chiaramente risente di dati non aggiornati e quindi non tiene conto di una situazione evolutiva della presenza del lupo in diverse aree del nostro Paese.