30/04/2026

Con il voto dello scorso 28 aprile l’Europarlamento ha respinto gli emendamenti presentati per abbassare la soglia di attivazione della clausola di salvaguardia dal 45% al 20%. L’Europa ha perciò deciso di non tutelare il riso italiano dalle massicce importazioni di prodotto a dazio zero, in particolare da Myanmar e Cambogia.
La modifica era invece essenziale per garantire un meccanismo di difesa tempestivo rispetto agli squilibri del mercato negli scambi commerciali tra i produttori di riso dell’Unione europea e quelli dei Paesi Meno Avanzati (PMA).
Non è bastato il pressing sugli europarlamentari che avevano recepito le reali difficoltà delle imprese risicole e presentato gli emendamenti al Regolamento per la revisione del Sistema delle Preferenze tariffarie Generalizzate relative alle importazioni dai PMA.

Per il settore del riso, di cui l’Italia è primo produttore europeo con circa il 60% dei quantitativi, significa mettere a rischio la tenuta delle imprese e dei territori rurali e difficilmente poter competere in un mercato globale sempre più instabile.