09/01/2026
I Ministeri delle Finanze e dell’Agricoltura (MEF e MASAF), lo scorso 29 dicembre, hanno varato il Decreto Interministeriale che definisce il regime fiscale e le accise per la produzione di vino dealcolato. Si tratta di una norma attesa dai produttori italiani interessati al vino dealcolato il cui mercato registra una forte crescita soprattutto all’estero.
«Con questo decreto – ha commentato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida - diamo al settore vitivinicolo un quadro normativo chiaro per poter produrre i vini dealcolati e offrire così nuove opportunità alle imprese del settore. Il Masaf è al fianco dei produttori e lo dimostrano gli interventi fatti nell’ultimo anno. Oggi definiamo il regime fiscale per le accise nella produzione di vino dealcolato. Sono certo che i nostri produttori sapranno raggiungere posizioni di eccellenza anche in questo settore».
Con questo intervento si consente ai soggetti, esercenti depositi fiscali di prodotti alcolici intermedi e di vino, di effettuare, a certe condizioni ed entro determinati limiti quantitativi, i processi di dealcolazione del vino. Il provvedimento, inoltre, regola il rilascio del titolo autorizzatorio per la produzione e conservazione del prodotto, contempla adempimenti amministrativi e regole di circolazione del prodotto stesso e limita ogni attività accessoria supplementare rispetto alla produzione del prodotto dealcolato.
Secondo l’Osservatorio dell’Unione italiana vini il comparto dei vini NoLo (No alcohol o Low alcohol) è uno dei pochi a crescere all’interno del settore vino. L’attuale mercato dei vini NoLo al mondo vale 2,4 miliardi di dollari ed è destinato a raggiungere quota 3,3 miliardi entro il 2028 con un tasso annuo di crescita medio dell’8%. Inoltre, secondo le elaborazioni Uiv su base NielsenIQ sul circuito retail di Usa, Regno Unito e Germania i vini a zero gradi, quest’anno sono cresciuti del 46% in Germania, del 20% nel Regno Unito e del 18% negli Stati Uniti.
