13/02/2026

L'avviso per la selezione dei progetti da finanziare nell'ambito del quarto Bando Agrisolare, il Facility Parco Agrisolare, è imminente e probabilmente sarà emanato entro questo mese. Verrà quindi aperta la procedura per presentare i progetti per l'installazione di impianti fotovoltaici sulle strutture agricole sul portale del Gestore dei Servizi Energetici (Gse). Ci saranno circa trenta giorni di tempo per caricare la documentazione, ma va tenuto conto che la selezione dei progetti, all’interno di ciascuna tipologia d’intervento, avverrà su base cronologica con riferimento alla data di presentazione.

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio 2026 del Decreto 17 dicembre 2025 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) “Interventi per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 4 «Facility Parco Agrisolare”, si attende quindi la data ufficiale di apertura delle domande che sarà definita, insieme modalità di presentazione e criteri di selezione, con avviso dello stesso MASAF. E’ stato comunque precisato che le condizioni di ammissibilità saranno le stesse dei precedenti bandi.

La misura di Facility Parco Agrisolare, ha una dotazione finanziaria di 789 milioni di euro destinate alla erogazione di agevolazioni in conto capitale per nuovi progetti, selezionati sulla base di uno o più Avvisi, che verranno emanati dal MASAF e attuati dal GSE, in applicazione del Decreto. 

Il Bando Agrisolare, come è meglio conosciuto, è finalizzato a favorire l’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoconsumo sugli edifici produttivi agricoli, zootecnici e agroindustriali, escludendo gli impianti a terra, e rappresenta una leva strategica per ridurre i costi energetici, migliorare la sostenibilità delle strutture produttive e rafforzare la competitività delle imprese agricole.

I beneficiari sono le imprese agricole, zootecniche e agroindustriali, sia individuali che societarie, attive sul territorio nazionale. È prevista una particolare attenzione alle aree del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), a cui è destinato almeno il 40% delle risorse, al netto degli oneri di gestione. 

Oltre ai pannelli solari, il Decreto consente di finanziare interventi complementari, come la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, il rifacimento delle coperture, il miglioramento dell’isolamento e l’adeguamento degli impianti elettrici.

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi a fondo perduto, con percentuali che possono arrivare fino all’80% delle spese ammissibili, in funzione della tipologia di intervento e delle caratteristiche dell’impresa. Il bando punta così a ridurre in modo significativo i costi di investimento, rendendo conveniente l’autoproduzione di energia rinnovabile.

In sede di selezione sarà riconosciuta priorità in ordine a:
– progetti che non hanno già beneficiato di finanziamenti a valere sulla Misura M2C1-2.2 “Parco Agrisolare”;
– progetti, il cui soggetto proponente è iscritto alla “rete agricola di qualità” prevista dalla Legge numero 116 dell’11 agosto 2014.

il Decreto ripartisce i 789 milioni di euro tra categorie imprenditoriali affini:
– 473 milioni di euro vanno alle imprese agricole che esercitano la produzione primaria e con il vincolo che l’energia prodotta serva a soddisfare il proprio autoconsumo, oppure l’autoconsumo condiviso nel caso in cui le stesse aziende siano costituite in forma aggregata. La vendita di energia elettrica è consentita nella rete solo se eccedente l’autoconsumo, ovvero l’autoconsumo condiviso, su base annuale;
– altri 140 milioni vanno ad incentivare imprese agricole che esercitano la produzione primaria, ma senza la limitazione dell’autoconsumo;
– alle imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli sono riservati invece 150 milioni di euro, mentre alle imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli vanno 10 milioni.

I progetti ammessi a finanziamento dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione.