06/02/2026
L’ultima legge di Bilancio, per le imprese tassate non sulla base dei redditi catastali ma sull’eventuale utile che scaturisce dal bilancio, ha previsto l’agevolazione definita “iperammortamento”. Si tratta della possibilità di dedurre un importo maggiorato in relazione agli ammortamenti per gli investimenti in beni 4.0 e 5.0 effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Anche le società cooperative possono avvalersi di questa agevolazione. Tuttavia, per le cooperative agricole di conferimento che esercitano attività di commercializzazione e trasformazione dei prodotti conferiti prevalentemente dai soci, quali le cantine, le lavorazioni di ortofrutta, cereali, ecc. l’agevolazione risulta di fatto vanificata, proprio a causa della specificità di questi enti: le cooperative infatti valorizzano i prodotti conferiti dai soci attribuendo agli stessi l’intero avanzo della gestione mutualistica e pertanto il bilancio chiude “a pareggio” o con utili di modesta entità.
Ne consegue che non ottengono vantaggi fiscali ad avvalersi dell’iperammortamento, anche in presenza di investimenti rilevanti, e risultano quindi penalizzate rispetto ad imprese concorrenti non cooperative.
Alle cooperative agricole inoltre, pur aventi la qualifica di Imprenditore agricolo professionale ed esercenti attività agricole, a fronte degli investimenti in beni 4.0 sarebbe precluso il diritto ad avvalersi dell’agevolazione del credito d’imposta da utilizzare in compensazione nel modello F24, perché è riservata alle imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli e nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Sarebbe pertanto auspicabile un intervento dell’Amministrazione Finanziaria che consentisse di estendere anche a tali strutture l’agevolazione del credito d’imposta 4.0, in modo da garantire parità di condizioni nell’accesso all’agevolazione a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica rivestita.
