21/02/2026

La legge di bilancio 2023 è intervenuta in maniera significativa sulla disciplina del lavoro occasionale, eliminando per il settore agricolo la possibilità di ricorrere al contratto di prestazione occasione (c.d. voucher). In sua sostituzione, per il settore agricolo era stata introdotta in via sperimentale per il solo biennio 2023-2024 una nuova tipologia contrattuale denominata “prestazioni agricole di lavoro subordinato occasionale a tempo determinato” (c.d. Loagri), finalizzata a consentire la gestione di esigenze lavorative temporanee e stagionali. La Legge di Bilancio interviene ora per reintrodurre e rendere strutturale, a decorrere dall’anno 2026, la disciplina del Loagri vigente nel biennio 2023-2024, che viene confermata secondo le regole già previste. Come si ricorderà (vedi anche art. pubblicato nella newsletter del 9 gennaio 2026), la norma consente l’assunzione, con tale tipologia contrattuale, di soggetti disoccupati, percettori di ammortizzatori sociali e dell’assegno di inclusione, pensionati, studenti under 25, detenuti e internati ammessi al lavoro all’esterno, nonché soggetti in regime di semilibertà. Sono invece esclusi coloro che abbiano intrattenuto, nei tre anni precedenti, un ordinario rapporto di lavoro subordinato in agricoltura (sia a tempo determinato che indeterminato), fatta salva l’ipotesi in cui si tratti di soggetti titolari di trattamento pensionistico. Le attività possono riguardare esclusivamente lavorazioni di carattere stagionale e la durata delle prestazioni non può eccedere i 45 giorni annui per ciascun lavoratore, nell’ambito di un rapporto di lavoro la cui durata complessiva non può comunque superare i 12 mesi. Si ricorda inoltre che il compenso spettante deve essere corrisposto direttamente dal datore di lavoro mediante bonifici o altre modalità tracciabili (non in contanti), sulla base della retribuzione stabilita dai contratti collettivi nazionali e provinciali di lavoro. Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale, non incide sullo stato di disoccupazione o inoccupazione entro il limite di 45 giornate di prestazione per anno civile ed è cumulabile con qualsiasi tipologia di trattamento pensionistico. Il compenso è assoggettato alla contribuzione previdenziale nella misura prevista per le zone agricole svantaggiate, che godono di una riduzione del 68% delle quote contributive a carico del datore di lavoro.