06/11/2026

Con la DGR n. 952 dell’8 settembre 2026 (BUR n. 121 dell’11 settembre), la Giunta regionale ha approvato il Programma regionale di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche venete per il 2026 e il relativo bando di contributi. È il quarto anno consecutivo di sostegno, dopo le annualità 2023, 2024 e 2025, in attuazione dell’art. 28 della L.R. 3/2013.

Il provvedimento parte da un dato: il Veneto è ai primissimi posti in Europa per numero di produzioni certificate, con 18 DOP e 18 IGP agroalimentari e, per il vino, 14 DOCG, 29 DOC e 10 IGT. Un patrimonio sempre più esposto a contraffazione, evocazione e uso improprio dei nomi, soprattutto sui mercati extra-UE.
La dotazione è di 100.000 euro. Possono accedere i Consorzi di tutela riconosciuti dal MASAF, del vino e dell’agroalimentare, la cui zona di produzione ricade in Veneto, e le loro associazioni. Il contributo copre fino al 70% delle spese ammesse, con un minimo di 300 euro e un massimo di 25.000 euro per richiedente, in regime de minimis. Se le richieste superano le risorse, il riparto è proporzionale. Se invece avanzano fondi, questi vengono redistribuiti anche oltre il tetto dei 25.000 euro.

Sono ammissibili le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 ottobre 2026 per le attività previste nei Programmi dei controlli inviati al Ministero:
•      acquisto di prodotti e analisi di laboratorio;
•      personale tecnico non dipendente;
•      missioni;
•      consulenze esterne, fino a 600 euro al giorno;
•      azioni legali;
•      registrazione di marchi e denominazioni nei Paesi terzi.

Sono escluse le spese generali, le attrezzature e il personale dipendente dei Consorzi.
Le domande andavano presentate via PEC entro il 31 ottobre. La Direzione Agroalimentare chiuderà l’istruttoria entro 45 giorni, quindi indicativamente entro metà dicembre.