12/06/2026
Con Nota n. 4227 del 9 giugno 2026 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha disposto l’avvio immediato di una campagna straordinaria di vigilanza congiunta su tutto il territorio nazionale finalizzata al contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura.
L’iniziativa, condivisa con INPS, INAIL e Carabinieri per la Tutela del Lavoro, si inquadra nel sistema di prevenzione e repressione dei fenomeni di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con specifico riferimento alle fattispecie previste dall’art. 603-bis del Codice Penale (caporalato).
Il provvedimento giunge in un contesto di forte attenzione istituzionale sul tema, anche all’indomani del vertice convocato il 9 giugno dalla Ministra del Lavoro Marina Calderone presso la Prefettura di Reggio Calabria, a seguito di gravi episodi di sfruttamento verificatisi nel Cosentino.
Durata e modalità dei controlli
- La campagna di vigilanza si articola come segue:
- Periodo: da giugno a settembre 2026, con possibilità di proroga ai mesi successivi.
- Ambito territoriale: tutto il territorio nazionale, con concentrazione nelle aree a maggiore impiego di manodopera stagionale.
- Soggetti coinvolti: INL, INPS, INAIL, Carabinieri Nucleo Ispettorato del Lavoro.
- Strumenti: accessi ispettivi programmati mediante analisi del rischio, utilizzo integrato delle banche dati (incluso il Portale Nazionale del Sommerso).
- Focus settoriale: colture stagionali, raccolta ortofrutticola, vendemmia, operazioni di campo che richiedono intensa manodopera temporanea.
Il quadro normativo di riferimento: art. 603-bis c.p.
Il caporalato è configurato come reato dall’art. 603-bis del Codice Penale. La norma punisce chiunque recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. La pena è la reclusione da uno a sei anni e la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.
Sono indici di sfruttamento, tra gli altri: la reiterata corresponsione di retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali o di legge, la violazione sistematica delle norme sull’orario di lavoro, la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 12685/2026, ha recentemente ribadito la rilevanza penale della fattispecie anche in assenza di un’organizzazione strutturata, quando sia accertato lo sfruttamento sistematico con approfittamento dello stato di bisogno.
Il contesto: dati e tendenze ispettive
I risultati dell’attività ispettiva 2025 testimoniano un incremento delle verifiche nel settore agricolo pari al +13,5% rispetto all’anno precedente. La tendenza conferma che l’agricoltura resta tra i comparti prioritari dell’azione di vigilanza del lavoro.
Per l’estate 2026, il Ministero del Lavoro ha annunciato oltre 10.000 ispezioni nelle sole regioni Calabria e Basilicata, con un piano di rafforzamento che estende la copertura a tutto il territorio nazionale. La condizionalità sociale – che collega l’erogazione dei pagamenti PAC al rispetto degli standard lavorativi – amplifica le conseguenze delle irregolarità, esponendo le aziende a rischi anche sul fronte del sostegno europeo.
Cosa devono fare le imprese agricole
Confagricoltura Rovigo raccomanda alle aziende associate di effettuare una verifica preventiva dei seguenti profili:
- Regolarità contrattuale dei rapporti di lavoro: tutti i lavoratori devono essere assunti con contratto scritto nel rispetto del CCNL Agricoltura applicabile e dei minimi salariali.
- Comunicazioni obbligatorie: verifica della corretta trasmissione delle comunicazioni di assunzione (COB/UniLAV) prima dell’inizio dell’attività lavorativa.
- Orario di lavoro: rispetto dei limiti di orario, delle pause, dei riposi settimanali e degli straordinari previsti dal contratto collettivo.
- Sicurezza sul lavoro: adeguatezza delle misure di prevenzione e protezione, della formazione obbligatoria e della documentazione (DVR, sorveglianza sanitaria, DPI).
- Trasporto dei lavoratori: se l’azienda organizza o si avvale di soggetti terzi per il trasporto dei dipendenti, verificare che tali soggetti operino in modo lecito e non configurino intermediazione illecita.
Per ogni informazione in merito ai profili sopra indicati o per un supporto nella verifica della regolarità aziendale, le imprese associate possono rivolgersi agli uffici paghe di Confagricoltura.
