21/05/2026

Confagricoltura Rovigo: giornata di studio a Porto Tolle con il ricercatore brasiliano Leandro Diniz

Una giornata di grande interesse tecnico e strategico per comprendere le principali differenze tra il modello agricolo brasiliano e quello italiano, ma anche per approfondire nuove opportunità di sviluppo per il Polesine legate alla coltivazione del pomodoro da industria.

È questo il bilancio dell’incontro formativo organizzato ieri, mercoledì 20 maggio, da Confagricoltura Rovigo a Porto Tolle, rivolto ai tecnici dell’associazione e coordinato dal direttore Massimo Chiarelli.

La delegazione ha preso parte a una lezione itinerante condotta dal dott. Leandro Diniz, ricercatore e docente universitario brasiliano, ospite presso l’azienda agricola Ca’ Tiepolo di Alberto Protti e successivamente presso l’azienda agricola di Camillo Brena, presidente della Cooperativa Terre del Delta di Taglio di Po.

Ad accogliere i partecipanti anche la dott.ssa Anna Trettenero, presidente di Confagricoltura Vicenza.

Il dott. Leandro Diniz è ricercatore presso Embrapa (Empresa Brasileira de Pesquisa Agropecuária), ente pubblico di ricerca agricola collegato al Ministero dell’Agricoltura e dell’Allevamento brasiliano, fondato nel 1973 per sviluppare tecnologie innovative per l’agricoltura tropicale. Diniz è inoltre professore presso l’Universidade Federal de Lavras, nello Stato del Minas Gerais. La sua attività di ricerca è focalizzata principalmente sulla coltivazione della soia e sull’utilizzo dei bioinput. Embrapa conta circa 2.200 ricercatori impegnati in progetti dedicati a numerose specie vegetali.

La giornata si è aperta presso l’azienda agricola Ca’ Tiepolo, realtà produttiva specializzata sia nelle colture estensive come frumento, barbabietola da zucchero, erba medica, mais e soia, che a frutta a guscio con il noceto.

Durante la visita sono stati approfonditi diversi aspetti agronomici legati alle pratiche adottate in Brasile, con particolare attenzione alle cover crops, con brachiaria e avena nera, utilizzate sia per il miglioramento del terreno sia per l’alimentazione animale.

Ampio spazio è stato dedicato alla produzione di soia in Brasile. Il dott. Diniz ha illustrato come nel Paese sudamericano prevalga la coltivazione di soia OGM, pur essendo presenti anche produzioni non OGM e biologiche destinate principalmente al mercato giapponese. Le rese medie si attestano intorno ai 3.6 t/ha, con punte che possono raggiungere i 6 t-7 t/ha.

Particolare interesse ha suscitato il tema della gestione idrica. In molte aree brasiliane la soia non può essere irrigata, per preservare le risorse idriche destinate alle città e ai corsi d’acqua. Situazione diversa invece per colture come la frutta, per le quali l’irrigazione è consentita. Tra le regioni brasiliane, il Paranà è quella maggiormente assimilabile al territorio italiano per caratteristiche climatiche e distribuzione delle piogge.

I terreni brasiliani presentano generalmente una sostanza organica compresa tra il 4% e il 5% e un pH acido, condizioni che consentono un utilizzo inferiore di fertilizzanti rispetto agli standard europei. La soia viene concimata prevalentemente con potassio e fosforo, senza impiego di azoto.

Nel corso della lezione sono stati affrontati anche i temi della difesa fitosanitaria e delle principali problematiche agronomiche. In Brasile iniziano a destare alcuni problemi delle infestanti resistenti ad alcuni erbicidi, mentre tra gli insetti dannosi desta forte preoccupazione la cimice asiatica. Sul fronte delle fitopatie, la principale criticità è rappresentata dalla ruggine della soia, patologia assente nel territorio polesano.

Interessante anche il sistema brasiliano di monitoraggio fitosanitario: un’applicazione digitale consente agli agricoltori di segnalare la comparsa della ruggine, permettendo alle aziende confinanti di prepararsi tempestivamente agli interventi. I trattamenti fungicidi vengono autorizzati solo dopo la comparsa diffusa della malattia.

Differente anche l’approccio normativo rispetto all’Italia. In Brasile non esiste un vero e proprio Registro dei Trattamenti: viene registrato l’acquisto del prodotto fitosanitario e la restituzione dei contenitori vuoti, senza controlli diretti sulle quantità effettivamente utilizzate.

Il Paranà, oltre a essere la regione più simile al contesto italiano, presenta aziende agricole mediamente estese su circa 50 ettari e fortemente organizzate in cooperative. In altre aree del Brasile, invece, le aziende raggiungono dimensioni medie di oltre 2.000 ettari. Nella regione del Paranà, inoltre, il 25% della superficie aziendale deve obbligatoriamente essere mantenuto a foresta nativa.

La giornata è proseguita con la visita ai campi coltivati a barbabietola, mais e noceto, prima del trasferimento presso l’azienda agricola di Camillo Brena.

Qui i partecipanti hanno osservato un impianto di irrigazione a bassa pressione “manichetta”, sistema che consente un’efficace gestione delle risorse idriche. Nel corso dell’incontro, il presidente Brena ha evidenziato le potenzialità della coltivazione del pomodoro da industria come opportunità di diversificazione colturale per le aziende agricole del territorio.

Si potrebbe programmare un progetto che prevede la possibilità per gli agricoltori che si affiancano alla cooperativa Terre del delta di conferire alla stessa le superfici coltivate di pomodoro anche con superfici limitate, pari ad almeno 5 ettari per azienda, a condizione di raggiungere complessivamente i 100 ettari necessari per giustificare l’investimento in una macchina raccoglitrice condivisa, in quanto quest’ultima tramite i piani operativi dell’OP potrebbe essere oggetto di finanziamento.  

Il direttore di Confagricoltura Rovigo, Massimo Chiarelli, ha confermato la disponibilità dell’associazione nel ricercare specifiche agevolazioni a sostegno dell’iniziativa, sottolineando anche l’importanza di garantire adeguata assistenza tecnica agli agricoltori coinvolti.

Il presidente Brena ha infine comunicato la disponibilità del dott. Lanzoni a seguire gli agricoltori meno esperti nella coltivazione del pomodoro da industria, offrendo supporto tecnico e operativo.

Una prospettiva concreta di diversificazione e redditività per le imprese agricole del territorio che sapranno cogliere questa opportunità.