22/05/2026
La Commissione europea ha rimosso il Brasile dall'elenco dei Paesi terzi autorizzati a esportare animali vivi e prodotti alimentari di origine animale verso il mercato comunitario. Il provvedimento entrerà in vigore il 3 settembre 2026 e riguarda un'ampia gamma di categorie merceologiche: bovini, equini, pollame, uova, prodotti dell'acquacoltura, miele e budella.
Alla base della decisione c'è il mancato adeguamento del Brasile alle normative europee sull'uso degli antimicrobici in zootecnia. Il quadro normativo di riferimento è composto da due atti: il Regolamento Delegato (UE) 2023/905, che stabilisce le condizioni per l'importazione di animali e prodotti di origine animale da Paesi terzi in relazione all'uso di antimicrobici, e il Regolamento di Esecuzione (UE) 2024/2598, che istituisce l'elenco dei Paesi terzi autorizzati all'esportazione verso il mercato UE. È proprio quest'ultimo elenco ad essere stato aggiornato — con l'esclusione del Brasile — dalla votazione del comitato tecnico degli Stati membri del 12 maggio 2026.
Le norme UE vietano espressamente l'impiego di antibiotici negli allevamenti a scopo di stimolazione della crescita animale, così come l'utilizzo di molecole riservate al trattamento delle infezioni umane. Il voto all'unanimità è stato motivato dalle evidenze raccolte durante un audit ispettivo condotto nella primavera del 2024.
Le cifre in gioco sono rilevanti. Nel 2025 le esportazioni brasiliane di carne bovina verso l'UE hanno raggiunto 128.900 tonnellate, per un valore superiore al miliardo di dollari, con una crescita del 75,5% rispetto all'anno precedente. L'Unione europea rappresenta il terzo mercato di destinazione per valore dell'export zootecnico brasiliano, dopo la Cina.
La decisione assume una rilevanza geopolitica particolare perché arriva a poche settimane dall'entrata in vigore provvisoria, il 1° maggio 2026, dell'accordo di libero scambio UE-Mercosur. La Commissione ha tuttavia chiarito che l'intesa commerciale non modifica in alcun modo le norme sanitarie e fitosanitarie dell'Unione: gli standard di salute pubblica restano non negoziabili, indipendentemente dagli accordi tariffari.
Il blocco non è definitivo. Qualora il Brasile dimostri la piena conformità alle normative europee sugli antimicrobici, potrà essere reintegrato nell'elenco e riprendere le esportazioni verso l'UE. Il governo brasiliano ha già annunciato che adotterà tutte le misure necessarie per ribaltare la decisione, in una dichiarazione congiunta dei ministeri dell'Agricoltura, del Commercio e degli Affari esteri.
Confagricoltura apprezza la scelta di Bruxelles utilizzare sempre più i propri standard sanitari e ambientali come strumento di regolazione degli scambi internazionali. Una scelta che tutela gli allevatori europei dalla concorrenza sleale di Paesi con normative meno stringenti.
