17/04/2026
È stato pubblicato sul sito del MASAF il Decreto direttoriale n. 173157 del 14 aprile 2026 inerente l’intervento settoriale “Promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi- Avviso per la presentazione dei progetti campagna 2026/2027”.
Il Decreto definisce i criteri e le modalità per la concessione di contributi annuali inseriti nell’intervento del settore vino per le attività finalizzate al miglioramento della competitività del settore e all’apertura, alla diversificazione o al consolidamento dei mercati.
Di seguito il link: Masaf - Intervento settoriale per la Promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi - Avviso presentazione progetti campagna 2026/2027
Termine presentazione domande e durata dei progetti. La scadenza per la presentazione dei progetti di promozione nazionali per la prossima annualità è fissata al giorno 15 giugno 2026. La scadenza per i progetti di promozione regionali e multiregionali sarà invece indicata negli avvisi pubblicati dalle Regioni e Province autonome. I progetti avranno durata dal 16 ottobre 2026 al 15 ottobre 2027.
Stanziamento disponibile. Le risorse complessive disponibili per il finanziamento dei progetti di promozione nell’ambito delle misure dell’OCM equivalgono per il bando 2026/2027 a 98.027.879 euro di cui 22.468.361,73 euro ai progetti di quota nazionale.
Attività finanziabili. I progetti possono avere a oggetto una o più attività nell’ambito delle azioni previste dall’art. 7 del DM 26 giugno 2023 ovvero azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità; partecipazione a manifestazioni e fiere, campagne di informazione, studi di mercati, studi per valutare i risultati delle attività.
Durata. Introdotta, ai sensi delle novità del “pacchetto vino” la possibilità per i soggetti partecipanti di “consolidare” la propria presenza su un mercato prolungando la durata delle attività finanziabili in uno specifico Pease Terzo fino a nove anni.
Intensità di aiuto e contributo richiedibile. Per i progetti “nazionali” il contributo massimo richiedibile per ciascun progetto è di quattro milioni di euro mentre l’importo minimo è di 500 mila euro.
Le Regioni, nei propri avvisi, possono fissare un valore progettuale massimo e minimo diverso da quello fissato per i progetti a valere sui fondi quota nazionale, con valore progettuale minimo di 100 mila euro. Tuttavia, ed è una novità del bando 2026/2027 le Regioni possono prevedere un valore del progetto inferiore a 100.000 euro per i progetti presentati solo da piccoli produttori.Sono stati eliminati i limiti minimi di spesa per Paese terzo e per soggetto partecipante.
Restano invariati i requisiti per i soggetti proponenti in termini di percentuale del fatturato globale rispetto a cui si valuta il contributo massimo richiedibile che rimane pari al 5% del fatturato globale per le grandi imprese e al 10 % per la micro e piccole imprese. Confermati anche i requisiti oggettivi per cui si richiede al soggetto proponente di detenere in giacenza al 31 luglio 2025 un quantitativo di vino imbottigliato/confezionato pari almeno a 750.000 litri e a ciascun soggetto partecipante produttore di vino un quantitativo di 75.000 litri.
Resta per le Regioni la possibilità di fissare nei propri avvisi dei quantitativi minimi di vino confezionato diversi da quelli validi per i progetti nazionali ma comunque, in caso di soggetti aggregati, superiore a 5.000 litri per ciascun partecipante.
Prime valutazioni. Il bando 2026/2027 introduce ulteriori elementi di novità quali, in particolare, la possibilità di ridurre ulteriormente la soglia minima di investimento a livello regionale per i progetti presentati da piccoli produttori e l’ampliamento al Giappone dei Paesi dove sono previsti costi standard di riferimento. Come richiesto da Confagricoltura, inoltre, sono state confermate le misure di flessibilità con la possibilità di spostare, per alcune specifiche casistiche, il budget da Paese a Paese ed assorbite le previsioni del “Pacchetto vino” che consentono di confermare per un periodo che può durare fino a nove anni le attività promozionali su un Paese terzo. Il MASAF ha mostrato attenzione alle istanze delle imprese che erano state sottolineate dalla Confederazione con interventi che forniscono delle risposte alle esigenze di semplificazione, trasparenza e flessibilità.
