30/04/2026

Lo zuccherificio di Pontelongo nel 2026 resta fermo, il mercato dello zucchero è cambiato profondamente, la coltivazione delle bietole è sempre più difficolta per gli effetti del clima. Per non lasciare soli gli agricoltori, la Regione del Veneto ha stanziato aiuti per 600.000 euro destinati a chi coltiva barbabietola da zucchero nella campagna in corso.

Il sostegno, definito con delibera della Giunta regionale del 28 aprile 2026, è strutturato come aiuto "de minimis" (massimo 50 mila euro in tre anni), e prevede un rimborso fino a 200 euro per ettaro coltivato. Per accedere al contributo, le aziende devono avere contratti di fornitura attivi con l'industria saccarifera, utilizzare sementi certificate, rispettare le pratiche di rotazione colturale e portare la coltura fino alla raccolta. La gestione sarà affidata ad Avepa, l'agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura.
La barbabietola da zucchero non è solo una materia prima per lo zucchero: svolge un ruolo agronomico cruciale nella rotazione delle colture, contribuendo a mantenere la fertilità e la struttura dei suoli. La sua scomparsa dai campi avrebbe effetti negativi anche sulle altre produzioni agricole della pianura veneta. n Veneto si stima che nel 2026 verranno coltivati circa 3.700 ettari a barbabietola — una superficie già ridotta rispetto al passato, specchio di un trend nazionale di progressivo abbandono della coltura.

Il nodo di Pontelongo - Al centro della vicenda c'è lo zuccherificio di Pontelongo, in provincia di Padova, attualmente fermo dopo la decisione di Coprob Italia Zuccheri di sospenderne l'attività. Senza uno sbocco produttivo nelle vicinanze, per i bieticoltori veneti diventa sempre più difficile giustificare economicamente la coltivazione.
Secondo Confagricoltura il contributo regionale è un segnale di attenzione, ma non risolve il nodo strutturale: il futuro della filiera dipende anche da decisioni che vanno oltre i confini regionali, e che riguardano il destino dello stabilimento e le politiche nazionali ed europee per il settore saccarifero.

L'assessore regionale all'agricoltura Dario Bond ha definito l'intervento "un primo passo per consolidare il settore", riconoscendo che servono "azioni coordinate anche a livello più ampio".
Per ora, l'obiettivo è chiaro: tenere in vita una filiera strategica, nell'attesa che si definisca un percorso più stabile per il futuro dello zucchero italiano.