30/10/2026
Con la nota prot. 0030619 del 28 ottobre 2026, la Direzione Generale della Salute Animale del Ministero della Salute, a firma del Direttore Generale Giovanni Filippini, ha comunicato alle Regioni del Nord e del Centro e alle organizzazioni di categoria del settore avicolo la conferma dei primi focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) H5N1 negli uccelli selvatici della stagione 2026/2027 sul territorio nazionale.
I primi riscontri si sono concentrati nella seconda metà di ottobre e riguardano direttamente le zone umide dell’Alto Adriatico:
• 17 ottobre: un focolaio confermato in un fischione nel Comune di Grado (Gorizia);
• 20 ottobre: due focolai accertati nella valle del Cavallino, in provincia di Venezia, rispettivamente in un fischione e in un codone.
Il quadro europeo conferma la ripresa della circolazione virale: nel solo mese di ottobre sono stati confermati quattro focolai di HPAI H5N1 in allevamenti, due in Danimarca (tacchini da carne) e due in Bulgaria (galline ovaiole), oltre a due casi negli uccelli selvatici in Danimarca.
Secondo il Ministero, la conferma dei casi nei selvatici in alcune regioni del Nord-Est segna l’inizio della fase a rischio: i flussi migratori aumentano la circolazione dei virus aviari e, di conseguenza, l’esposizione degli allevamenti, in particolare nelle zone ad elevata densità avicola. È il caso di ampie aree del Veneto, dove la presenza di stabilimenti avicoli è tra le più alte del Paese e dove le passate stagioni epidemiche hanno avuto pesanti ricadute economiche sulle aziende.
A questa mutata situazione epidemiologica, sottolinea la nota, deve corrispondere un adeguato livello di risposta, attraverso l’applicazione costante ed efficace di tutti gli strumenti di prevenzione.
La nota ministeriale individua in particolare i seguenti ambiti di intervento:
• Sorveglianza attiva e passiva negli uccelli selvatici, per individuare in tempo utile le zone di circolazione virale;
• Regolamentazione dell’utilizzo dei richiami vivi;
• Segnalazione tempestiva di eventuali casi clinici sospetti e di ogni anomalia produttiva riconducibile a un’infezione da HPAI;
• Biosicurezza quotidiana negli allevamenti, indicata come presidio fondamentale per ridurre il rischio di introduzione del virus, inclusa la corretta disinfezione dei mezzi di trasporto;
• Controllo della selvaggina da ripopolamento;
• Gestione degli accasamenti e delle movimentazioni: il Ministero ricorda che nelle precedenti stagioni la programmazione degli accasamenti nelle regioni a rischio, finalizzata a ridurre la concentrazione di animali nelle fasi di età più sensibili all’infezione, ha consentito di ottenere risultati importanti.
In questa fase invitiamo le aziende avicole a verificare con particolare scrupolo l’applicazione delle misure di biosicurezza previste per il proprio allevamento, ponendo attenzione soprattutto a:
• impedire ogni contatto, diretto o indiretto, tra il pollame e gli uccelli selvatici, controllando l’integrità di reti, aperture e capannoni e mantenendo mangimi, acqua di abbeverata e lettiere al riparo;
• limitare e registrare gli accessi di persone e automezzi, garantendo cambio di calzature e indumenti e la disinfezione dei veicoli in entrata e in uscita;
• osservare quotidianamente gli animali e segnalare senza ritardo al veterinario aziendale e al Servizio veterinario dell’Azienda ULSS competente qualsiasi anomalia, come aumento della mortalità, calo della deposizione o riduzione dei consumi di acqua e mangime;
• seguire con attenzione eventuali ulteriori disposizioni che la Regione del Veneto e i Servizi veterinari dovessero adottare, anche in materia di accasamenti e movimentazioni.
Si tratta di accorgimenti che molte aziende già applicano con rigore, ma che nelle prossime settimane assumono un valore decisivo: la prevenzione resta lo strumento più efficace per evitare l’ingresso del virus negli allevamenti e le gravi conseguenze, sanitarie ed economiche, che ne derivano per l’intera filiera.
Confagricoltura Veneto segue con attenzione l’evoluzione della situazione, in raccordo con la Regione del Veneto e con le strutture sanitarie competenti, e informerà tempestivamente gli associati sugli eventuali sviluppi. Il tema della sanità animale, con particolare riferimento alle principali emergenze epidemiche, sarà al centro anche del convegno che l’Associazione sta organizzando per l’11 novembre.
